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Salvatore
Casile
Salvatore Casile, nato il 26/01/1961 a Melito Porto Salvo (RC),
cresce non senza difficoltà nella città di Sesto
Fiorentino (FI), e qui inizia la sua passione per il calcio
frequentando lo storico campo dei "Giuseppini" in pieno centro.
La società calcistica dove si forma è il Sesto
Calcio, e seguendo le giovanili cresce assieme a quei ragazzi
che poi diventeranno i suoi amici nella vita. La sua passione
e le attenzioni per i "suoi ragazzi" lo fanno diventare l'amico
e il fratello maggiore di tutti, solcando con loro gli innumerevoli
campi della Toscana, Salvatore diventa uno dei personaggi più
carismatici e conosciuti |
del calcio dilettantistico. Agli inizi degli
anni '80 "Leo", questo era il suo soprannome, sente parlare
di "calcetto", incuriosendosi a tal punto da voler iniziare
con questa sconosciuta disciplina una nuova avventura. Deriso
da molti, Casile coinvolge due commercianti sestesi, e con loro,
nel 1984, mette in piedi una delle prime società Toscane
di "Calcio a 5": il "Sesto New Company", nel 1996 decide di
unire le forze con il "Calcetto Sestese" dando vita all'attuale
Sestoese, tutto il resto è storia.
Leo vive così appossionatamente la sua nuova avventura
per 13 anni, sempre presente e sempre a disposizione per i suoi
amici fino alla fine, e come un grande coddottiero che altro
epilogo per se non avrebbe voluto se non sul "campo di mille
imprese", in una fredda sera di novembre, Salvatore al rientro
da un allenamento non si sente bene e dopo pochi giorni si spenge,
esattamente il 28 novembre 1997. Il vuoto lasciato da Leo è
incolmabile, ma il suo ricordo, la sua forza di volontà
e il suo amore per lo sport e la sua squadra continuano a vivere
nella Sestoese e nei suoi amici. Ciao Salvatore... a presto. |
Ciao a tutti!
Chi vi scrive è Cristina una nipote di Salvatore (Leo
come voi lo chiamavate). Sapevo da tempo che sul vostro sito
avevate dedicato una pagina a mio zio ma fino ad oggi non avevo
trovato il coraggio di entrare a visitarla. Quando si pensa
a lui è tutt'ora difficile accostarlo all'idea della
morte e bene o male leggere le vostre frasi sullo zio mi riporta
con la mente ad una delle sere piè tremende che la nostra
famiglia abbia vissuto. Ci tenevo a ringraziarvi davvero per
lo spazio che avete dedicato in suo ricordo perchè "Leo"
ha davvero dedicato la sua vita a tutto questo ma volevo che
conosceste anche un altro lato del carattere di Leo: lui era
lo zio migliore che si potesse desiderare di avere, con lui
si rideva sempre e comunque, era sempre pronto a un abbraccio
col quale ti stringeva fino quasi a soffocarti, era la forza
di vivere fatta persona (nonostante purtroppo non gli mancassero
i motivi per rammaricarsi di una vita che certo non lo aveva
trattato con i guanti). E' attraverso voi che voglio mandargli
un grande bacio e uno di quegli abbracci che mi mancano tanto
perchè state certi che è certamente il modo migliore
per fargli avere il mio messaggio visto che lui da lassù
vi segue di sicuro. CIAO ZIO! Cristina |
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